sabato 25 luglio 2020

Maria Montessori


                                                                         
Maria Montessori da giovane

Finalmente esce l'articolo sulla vita di Maria Montessori, tratto dalla collana " Grandi donne " di RBA Italia.

Chi era Maria Montessori?Io l'ho conosciuta, come quasi tutti, sulle 1000 lire; avevo circa 15 anni, e non avevo idea di chi fosse. Sul serio. Frequentavo le Magistrali all'epoca.
Studiavo alle Magistrali, e non avevo mai sentito nominare la più grande pedagogista italiana ! 
Una vera innovatrice a 360 gradi, conosciuta e osannata in mezzo mondo.
Lo dichiaro con grande imbarazzo. 
Imbarazzo per la scuola italiana, intendo.
Per altro mi parve molto strano vedere una donna sulle banconote.
Sembrerebbe strano anche adesso, visto che non è più successo.
Non conosci Maria Montessori?
Poniamo subito rimedio.

Maria nasce a Chiaravalle, provincia di Ancona, il 31 Agosto 1870, da una famiglia borghese e relativamente moderna per l'epoca. 
Si nota subito la sua intelligenza e gli studi vengono incoraggiati.
Maria però vuole andare oltre: non le basta studiare, vuole diventare ingegnere, una cosa assolutamente folle per l'epoca.
Per fortuna cambia idea, ma è ancora peggio: vuole diventare medico !
In Italia, all'epoca, le donne non erano ammesse alla facoltà di medicina, con la debole scusa della mancanza del latino e del greco, materie non impartite alle ragazze.
La candidatura venne respinta, ma Maria era davvero decisa, si iscrisse a Scienze naturali, per poter poi iscriversi successivamente.
Funzionò. Iscrizione accettata.
Certo, doveva andare alla Sapienza accompagnata da un genitore, e non poteva effettuare le dissezioni insieme agli altri studenti, ma sola, di notte... ma quando sei una pioniera, qualche compromesso bisogna pur farlo.
A 25 anni si laurea: care Dottoresse di oggi, non dimenticate che Maria vi ha fatto da apripista, più di 120 anni fa.

A quell'epoca in Italia i poveri erano davvero poveri, in certe zone ancora giravano pellagra,  malaria, e denutrizione a non finire.
Anche a Roma la situazione in certi quartieri era davvero drammatica, specie per i bambini, che crescevano come elemosinanti privi di qualsiasi istruzione, spesso scambiati per ritardati, e rinchiusi negli istituti.
Maria non tardò a prendersi a cuore questa causa, che di fatto non era neppure tale, visto che non interessava quasi nessuno.
Lavorava alla Clinica Psichiatrica dell'Università, quando ebbe modo di conoscere le teorie del tutto innovative degli psichiatri francesi Itard e Séguin, che per primi considerarono educabili i cosiddetti " ritardati" o "idioti, imbecilli", come venivano chiamati all'epoca.
Prima di allora si dava per inteso che questi bambini fossero senza nessuna speranza, senza nessun margine di miglioramento.

Maria invece si convinse che sì, con un contesto adeguato potevano migliorare, fino ad essere reinseriti nella società.
Il suo interesse si allontanava dalla medicina per avvicinarsi alla pedagogia, interesse condiviso dal collega Giuseppe Montesano.
Nel 1897 poté denunciare le condizioni inaccettabili dei bambini "deficienti" al Congresso Nazionale di Medicina svolto a Torino.
Non era la prima volta che Maria parlava in pubblico; già in passato aveva preso parte al Congresso sui Diritti delle Donne a Berlino, parlando della disparità degli stipendi delle operaie rispetto ai colleghi uomini.
Insomma non esattamente una donna casa e chiesa che guardava in basso durante il tragitto, come avrebbero voluto i costumi dell'epoca.
Siamo all'inizio del 1900, ricordiamolo, in Italia, quasi 50 anni prima del diritto al voto alle donne.

Nel frattempo cresce il rapporto di stima, amicizia ed infine amore con il collega Giuseppe... eh si, Maria resta incinta, in gran segreto.
Il matrimonio riparatore non si farà mai.
Forse non lo voleva nessuno, né lui, né lei, né le rispettive famiglie. Non si sa.
Forse lei non voleva rinunciare alla carriera, forse lui, come nei migliori film di Pietro Germi, voleva una moglie illibata, forse la suocera la considerava una sgualdrina.
Ad ogni modo, come ogni ragazza di buona famiglia dell'epoca, partì in campagna per qualche mese.
Il bambino venne dato in affido ad una famiglia, con cui tenne sempre  i contatti.
Nel frattempo altri medici "illuminati" si interessarono della questione dell'infanzia, e ciò portò alla costituzione della Lega Nazionale per la protezione dei fanciulli deficienti.
Maria si impegnò in un giro di conferenze in tutta la nazione, per diffondere gli ideali riguardanti l'emancipazione dei poveri e delle donne.
Insomma, o temi scomodi o nulla; denunciò anche le condizioni dei bambini minatori in Sicilia.(ricordate anche voi Rosso Malpelo nell'antologia delle medie ?) 
Tra una conferenza e l'altra andava a trovare Mario, che non sapeva chi fosse quella signora gentile.
Feuilleton dal punto di vista del cuore, e novità dal punto di vista professionale: nel 1900 arriva a Roma la Scuola Magistrale Ortofrenica, per la formazione dei maestri di sostegno ai bambini con ritardo.
Fantascienza solo pochi anni prima !
Chi la dirige? Maria e Giuseppe. Dopo pochi mesi accolsero i primi 20 bambini nel rispettivo Istituto Medico Pedagogico, ad esso collegato.
Per 2 anni Maria si dedicò a loro, ideò i primi materiali tattili e sonori, un qualcosa di mai visto.
Il ministro dell'istruzione si recò a vedere i bambini ed i loro progressi. Alcuni riuscirono perfino ad imparare a leggere. Incredibile, bambini cui non avrebbero dato un centesimo.
Tutto sembra andare a gonfie vele, ma... feuilleton in agguato.
Giuseppe viene meno alla promessa reciproca fatta anni prima di non sposarsi mai, fidanzandosi con un'altra.
Maria non lo sopporta; l'unica cosa da fare è andare via. Lascia l'incarico. 
Poteva andare via lui, e fare il gentiluomo, ma tant'è.  Del resto che aspettarsi da uno che ti mette incinta e non ti sposa ?

Che fare una volta perso il lavoro?
Riprendere gli studi, logico! 
Oramai era deciso: si sarebbe dedicata all'educazione, occorreva prepararsi adeguatamente.
Alla Sapienza le richiusero di nuovo la porta in faccia; e lei iniziò a frequentare da uditrice, e alla lunga si arresero ad una nuova iscrizione.
Dopo qualche anno vinse la cattedra di Antropologia: le sue lezioni erano frequentatissime.
Qualche anno dopo ( eh si: le grandi cose non si fanno in pochi giorni ! Cosa che oggi non vogliamo metterci in testa, allettati da business veloci come una fiammata accesa dalla benzina), la grande occasione.
L'Istituto Romano di Beni Stabili, sotto la guida dell Ing. Talamo, inizia un investimento nel quartiere più degradato di Roma, uno di quelli dove è meglio non entrare, tanta era la delinquenza.
Si iniziano a ristrutturare gli edifici decadenti, e si pone il problema di tutti quei bambini sotto i 6 anni, i figli delle operaie, che lavoravano tutto il giorno.
Occorreva una struttura in cui farli stare, in cui "recuperarli".
E qualcuno per dirigerla: Maria.
Nonostante il budget quasi inesistente, lei ci vede l'opportunità di testare le sue teorie; ricreò il materiale didattico, le sue campanelle, le lettere smerigliate, le forme geometriche, qualche decorazione per l'aula, e via, verso l'inaugurazione. Una giornalista guardandosi intorno disse: sembra una casa di bambini!
E così nacque il nome perfetto.
Le prime settimane furono difficili, i bambini pochi, diffidenti, disorientati.
Ma piano piano si ambientarono, iniziarono ad usare i materiali, ad imparare tutte le piccole attività orientate all'autonomia come legarsi le scarpe, lavarsi i denti.
Si inaugura una seconda Casa dei bambini, sempre nel quartiere San Lorenzo.
Tutto va bene, ma... iniziano gli attriti con Talamo, che  voleva avere carta bianca sugli aspetti disciplinari, e che mal digeriva il crescente interesse dei giornali su Maria, stupiti dal fatto che i suoi bambini imparavano a leggere molto più in fretta dei bambini inseriti nelle scuole tradizionali.

Maria era un po' troppo intelligente, un po' troppo brillante; ingombrante insomma.
E via, fuori dalla porta.
Tanto rumore per il povero Steve Jobs, e nessuno che ricordi che Maria è stata licenziata dalla SUA Casa dei bambini, 100 anni prima.
Insomma non c'è mai niente di nuovo sotto il sole.
Come disse Einstein, Dio non gioca a dadi: appena l'anno dopo l'incontro con Alice Franchetti Hallgarten, un'anima affine.
Alice era un'americana sposata ad un barone dotato di vasti possedimenti, tanto da potere aprire una scuola gratuita rurale in Umbria.
Invitò Maria, la incoraggiò a scrivere un libro, e vincendo le sue proteste sul "non avere tempo", la invitò in una delle sue ville.
Lì poteva scrivere indisturbata.
Voilà, in 20 giorni Il metodo della pedagogia scientifica fu completato.
Anche in assenza di internet, le notizie viaggiavano: negli Stati Uniti iniziano a pubblicare articoli sul suo lavoro, in particolare a cura di McClure, editore del McClure's Magazine, un'importante rivista di giornalismo d'inchiesta.
Ed inizia un grande interesse, tanto da portare in poco tempo all'apertura del primo centro Montessori, a New York.
Nel frattempo Maria riesce ad aprire una Casa dei bambini presso un convento di suore francescane.
Ma non mancano le critiche da parte della Chiesa, che non vedeva affatto di buon occhio l'allevamento di bambini senza premi e punizioni; soprattutto punizioni.
(chi non ha mai sentito un genitore raccontare di come a scuola ci fosse la bacchetta ? ed erano gli anni '50, per dire).
Contemporaneamente il suo libro diventa un best seller, tanto da farla guadagnare discretamente con i diritti d'autore.
Ha 42 anni, e vive ancora con i suoi.

All'improvviso sua madre, sua grande sostenitrice, muore. 
Grande il dolore, grande la decisione:  va a trovare Mario, ormai 14enne, ma questa volta è l'ultima: lo porta via con sé, rivelando di essere sua madre. 
Ha 14 anni. Il ragazzo sembra affezionato, e piano piano si crea un rapporto, peraltro molto stretto: collaborerà con la madre per tutti gli anni successivi.
Negli Stati Uniti il successo continua senza sosta: in appena 4 anni vengono aperte più di 100 scuole montessoriane ! Ed altre in Argentina, Cina, Messico, Svizzera, Inghilterra, perfino in Nuova Zelanda!
Insomma, Maria va virale :)
Vedi la differenza?
Ma si sa, nessuno è profeta in patria.
Come tutte le cose di grande successo, però, sorge subito il problema di quelli che sfruttano il lavoro altrui, insegnando il metodo per conto proprio, interpretandolo di propria iniziativa.
Per ovviare a questo, urge formare le maestre e collaboratrici.
Con l'appoggio del Comitato Americano Montessori, apre il primo corso di formazione avviene direttamente nel salotto di casa di Maria, con 87 alunne venute da tutto il mondo, specie dagli Stati Uniti.
Una traduttrice traduce in inglese le lezioni.
Nel frattempo McClure la contatta, vuole portarla negli Stati Uniti per una serie di conferenze, lei non accetta, e lui  e viene a Roma per convincerla. Così nel 1914, si salpa per la grande America.
E' accolta più che calorosamente: il giorno dopo l'arrivo, si aprono le porte della Carnegie Hall, per la prima conferenza.
E qui a mala pena la sopportavano. Va beh.
Ovviamente non mancarono i nemici, come Kilpatrick, un pedagogista di vecchia scuola, che attaccò il metodo come non scientifico, e sbagliato, che inseriva la lettura e scrittura troppo presto, e che isolava il bambino; criticava inoltre i riferimenti spirituali alla scintilla divina che ogni bambino porta con sé.
Lei non se ne curò affatto e non rispose alla polemica.
Come si suol dire: i cani abbaiano ma la carovana va avanti.
Si va a San Francisco, all'Esposizione Internazionale.
Persone stupefatte guardavano l'aula trasparente di Maria, con i bambini che lavoravano sereni, apparecchiavano, facevano giochi ad incastro ecc. E senza che nessuno gli ordinasse nulla.
Tutto andava alla grande, fino al telegramma che le annunciava la morte del padre. 

Parte al volo, ma la guerra incombe, non riesce ad entrare in Italia, e va a Barcellona in attesa di riuscirci. 
Ci resterà per 20 anni, intervallati, dopo la guerra da moltissimi viaggi nelle principali capitali europee. Corsi e conferenze come se non ci fosse un domani.
Ma sappiamo tutti che dopo la fine della Grande Guerra, non paghi, iniziarono i nazionalismi, l'ascesa del partito nazista, fascista. 
Nel '23 Mario contattò Mussolini, per fare aprire finalmente anche in Italia le scuole; si iniziò l'anno dopo, per alcuni anni.
Nel tempo la cosa andò male, le idee erano incompatibili: le Case dei bambini dovevano essere culla di libertà e sviluppo, mentre  per il regime erano caserme per addestrare bambini obbedienti allo Stato, lo Stato Fascista.
Le scuole vennero poi chiuse, i libri e tutti i materiali didattici bruciati. 
Maria era persona non gradita all' Italia. Siamo nel 1934.
Un disastro; tra l'altro la collaborazione con il governo fascista le venne spesso rinfacciata negli anni a seguire.
Tornano (Mario è sempre con lei, è il suo braccio destro) a Barcellona.
Ma anche lì due anni dopo il disastro: Franco fa il colpo di stato.
Un casino. Devono scappare di nuovo.
Per fortuna hanno contatti ed amici ovunque: trovano appoggio tramite  amici inglesi, e si  imbarcano, destinazione: Londra.
(e noi che ci stressiamo per un nonnulla, o no?)
In seguito accetta un invito per i Paesi Bassi (lei, Mario, e i suoi 4 figli, che nel frattempo la moglie americana gli aveva lasciato dopo la separazione ).
In Olanda all'inizio va bene, conferenze, la pace tiene; accetta un invito per un ciclo di conferenze in India, in cui ha contatti importanti ( es: il poeta Tagore, Ghandi!).
 Il Metodo Montessori era tradotto anche in India, terra piena di spiritualità, ma anche di un'analfabetismo incredibile (80 %).
E poi lì c'era la sede della società teosofica, cui Maria aderì decenni prima.
L'India le piace subito; si sente tanto a suo agio da togliere il lutto che portava da anni.  
Le studentesse sono desiderose di imparare, di cambiare, di abolire le classi suddivise per caste. 
C' è il fuoco nei loro occhi, mentre sono sedute per terra ad ascoltare.
Tutto va bene, ma c'è sempre un ma ... 
l' Olanda viene bombardata dai tedeschi. E' guerra.

Resta bloccata in India per 7 anni ! E i bambini ad Amsterdam !
Il padre non ha visto i figli per 7 anni !
Il soggiorno non fu una passeggiata; essendo italiani vennero considerati nemici, Mario mandato in un campo di lavoro, Maria restò sola con le sue 4 parole di inglese, isolata da tutto.
Quando Mario venne rilasciato, andò meglio, tanto da lavorare ulteriormente alle sue teorie, e al concetto di educazione cosmica.
Ora le è chiaro: lo scopo dell' educazione è la pace.
Lo dichiara apertamente : la politica deve evitare le guerre, ma la pace può essere creata solo dall'educazione dei bambini, ovvero gli uomini e le donne di domani.
Questo lo ribadirà sempre, fino alla fine.
Nel 1946, a pace conclusa, rientra in Olanda, ma è instancabile, va a Londra per vedere se le sue scuole sono ancora in piedi, dopo i bombardamenti. 
Così così, la città è devastata.
Torna in India, in cui se da una parte si è avuta l'indipendenza dalla Gran Bretagna (evviva!), dall'altra si ebbe al volo quasi una guerra civile tra musulmani ed induisti (molto male); nel frattempo inizia anche la guerra fredda.
Non una, ma due guerre mondiali non hanno insegnato nulla.
Molto frustante per chi predica la pace, la pace e solo la pace, tanto da ricevere 3 candidature per il Nobel...
Tiene conferenze fino all'ultimo, a destra e a manca.
Riceve la decorazione dell' Ordine di Orange-Nassau dalla Regina d'Olanda, la Legion d'Onore in Francia da Blum, presidente della Repubblica.
Non è che le diano a tutti, o te le compri con le sponsorizzate.
Maria muore serenamente nella poltrona della sua casa ad Amsterdam, un'ora dopo aver parlato con il sua amato figlio, all'età di 82 anni.

Ha fatto tutto ciò che ha potuto, tutto ciò in cui ha creduto, dall'iscriversi a medicina quando non era possibile, a conferenze in tutto il mondo.
Un'italiana. Ad inizio 1900. Senza telefonino. Senza smartphone. Senza computer. Senza quasi parlare inglese. Senza marito. Senza patente.
L'epitaffio sulla sua tomba: 
" Io prego i cari bambini, che possono tutto, di unirsi a me per la costruzione della pace negli uomini e nel mondo ".

Ti è piaciuta questa storia ? Conoscevi già la vita di Maria Montessori ? 
Per la prossima donna della rubrica "Grandi donne", scriverò di Katherine Hepburn e di Louise May Alcott.
Quale preferiresti leggere per prima ?
Grazie di avermi letto.
A presto 
Sara 


4 commenti:

  1. Interessantissimo! La montessori è ancora oggi attualissima in ambito pedagogico, leggo sempre volentieri ciò che ha a che fare con lei e col suo metodo!

    un saluto :)

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  2. Ciao Angela, mi fa tanto piacere !
    E pensa che ho anche un altro libro proprio da iniziare ! Potrei parlarne qui sul blog...
    È Il metodo Montessori per tutti di Laura Beltrami ( Bur Parenting).
    Cosa ne pensi ?
    A presto
    Sara

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  3. Ciao.... grazie delle belle parole che hai lasciato sul mio blog (LA BOTTEGA DI LULA).
    Mia figlia ,e futura mamma, vuole prendere come modello di insegnamento e di come arredare la cameretta e i suoi accessori, al metodo Montessori.
    Un saluto
    Sabrina

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    1. Ciao cara, felice di vedere il tuo commento!
      Sono contenta per tua figlia, le camerette in stile montessoriano sono bellissime, ispirano tanta calma e serenità, che sono sempre le benvenute in ogni casa !
      A presto
      Sara

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